Transiti

TRANSITI, si compone di una serie “LIBRI”, “Papiri”, “pergamene”, “rotoli”, “pagine”, realizzate in metallo e carta che testimoniano anche la sua passione per il disegno. Infatti all’interno e sulle superfici visibili delle opere appaiono ombre, segni e sagome con la presenza forte, essenziale e nuda del corpo, quasi a voler riscattare in questo viaggio di memorie dentro la solitudine globale dei media la centralità dei rapporti, del corpo umano cancellato dalla storia, in una catarsi di solidarietà e presenza quasi ossessiva.

MIGRANTI, testimonia più realisticamente l’idea del viaggio e ricerca di un nuovo habitat interiore e fisico, con poetiche valigie, orologi e corpi di metallo e catrame, assemblaggi di carte di viaggio e di memoria, frammenti di lettere interiori e snodi esistenziali e lirici, che vogliono fermare il tempo per varcare e allargare i confini fisici del mondo alla ricerca dell’infinito e di un nuovo respiro oltre il catrame dei sensi e le clonazioni mediali, tecnologiche e umane. Il migrante nel suo anelito di vita e di libertà, con la sua valigia di sogni e di speranze si oppone inconsapevolmente anche contro la massificazione e l’omologazione di civiltà, diventa anche una scheggia impazzita che scardina certezze, dogmi e fondamentalismi civili etici e religiosi.
Queste opere hanno la sacralità delle preghiere di libertà, sono rotoli di desiderio che si dipanano tra le pagine ferrose e leggere insieme, tra 

pergamene che portano il peso del silenzio vissuto con ostinazione e l’assenza sopportata con forza eroica, sono valigie e pagine segnate dal passaggio dell’uomo migrante e clandestino che come dice l’artista stessa sono “uno sguardo poetico nelle contraddizioni del pensiero globale che deprime l’approccio profondo, totale e libero alle cose del mondo, che spinge il diverso nel sospetto, lo combatte e lo costringe al peso del limite.”

In questi lavori, l’identificazione tra l’artista, l’opera e il lettore-viaggiatore è totale, poiché le opere attraggono, vogliono essere toccate, sfogliate e lette, viste in un connubio ottico-aptico-emozionale che lascia senza respiro perché coincide e colma un vuoto esistenziale che è di tutti e da cui non ci si può e forse non si vuole nemmeno sottrarsi, perché il messaggio ultimo poetico estetico e civile che ci arriva è che o ci si salva e si vive insieme o si muore nella polvere delle parole.

E allora accogliamole e viviamole insieme, materie e segni parole e sogni, come stazioni di bellezza e di speranza da cui non solo si transita ma vi si arriva e vi si abita come in un nido di carta e ferro da cui si può volare leggeri sulle nuvole dell’essere in un cielo interiore che ci lascia sempre più soli e agghiacciati.

Donato Di Poce

Documenti

Progetti espositivi

  • TRANSITI, Libreria d'arte Bocca, Milano, 2004